Kalesa

NorthWestern Job-boring Stories

Riso Amaro Aprile 21, 2008

Archiviato in: Lo Zoo, Persone — kalesa @ 10:42 pm
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Il traumatico ritorno ha avuto strascichi notevoli e devo ammettere che io ho fatto la mia bella parte per deteriorare i rapporti con le persone che, mio malgrado, mi ruotano intorno.

La persona oggetto dei miei strali è l’amico storico della Reginetta, il mentore di Callisto e il pianista dell’azienda. E’ la persona curiosa che si intriga dei fatti di tutti, con una certa sufficienza….non sia mai che qualcuno sospetti della sua curiosità. E’ il Pettegolo che sparla di tutti con la Reginetta, che tenta di manipolare i finti amici, che non fa altro che provare a gonfiare le situazioni e spingere gli altri alla rottura.

Egli è l’Amaro Ubriaco.

Amaro.

La nostra “amicizia” è nata da uno scontro, violento, a seguito del quale ha iniziato il suo gioco idiota del “ti ignoro platealmente”. Poi ha capito che la mia fiducia poteva rimanergli utile per i suoi giochetti.

Adesso mi chiedo: sono stupida veramente oppure, sapendo da sempre che la sua amicizia nei miei confronti è sempre stata solo strumentale, ho solo fatto buon visto a cattivo gioco?

Boh! Lo so che tutte le sue stupide moine (che hanno effetto su BlueBelle e Banderuola, forse) sono solo un modo per irretire. Sono sempre stata al gioco, così come sto al gioco di Mohammed quando gli faccio credere che lui è il migliore, solo perchè ho una tale stima di me da pensare che è inutile umiliare e scoprire il gioco di chi si crede di star fregando il prossimo.

Oggi mi sono chiesta più volte se questo atteggiamento di superiorità, che in fondo consente a tutti di raccontarmi le loro cavolate, non sia in realtà interpretato come segno di debolezza e stupidità.

L’Amaro, ad esempio, potrebbe pensare che tutto ciò che mi racconta e tutte le sue considerazioni sullo stato delle cose, i suoi giudizi su Bifidus e il suo entourage, facciano breccia (ma non la faranno davvero?) nella mia testa. In realtà, quando mi parla, io so esattamente che vuole montarmi contro i suoi obiettivi, e cerco di stare attenta. Tutto ciò, però, può annacquare il mio giudizio sulle situazioni. Perciò, in fondo, l’Amaro potrebbe arrivare al suo scopo e io, che penso di essere superiore a certe influenze, potrei rimanere fregata dalla mia autostima.

Amaro adesso è nella fase “ti ignoro platealmente”. Oggi, che avrebbe dovuto essere il giorno della consacrazione dell’inizio del gioco, gli è andata un pò storta.

Intanto, da quando ho capito che stava per iniziare il gioco ho deciso che io con una persona così non dovrei avere niente da spartire, e a ben guardare non voglio neanche farlo. L’unico motivo che mi ha spinta a mantenere i rapporti è stata la paura dell’isolamento: credo che sia l’unica spiegazione plausibile. D’altra parte Amaro è molto vicino a tutti coloro che dividono lavoro e ufficio con me.

Ma, venerdì, improvvisamente, ho appunto realizzato che con lui non ho nulla in comune, non condivido le sue opinioni, non mi piace il suo modo di pensare. Odio la gente come Amaro: sono anni, ormai, che lo sento parlar male di tutti coloro che “non fanno niente” salvo poi continuare a passeggiare per i corridoi e provocare la gente che lavora, mostrando quanto egli sia privilegiato nel non fare nulla, assolutamente nulla.

E’ di questi giorni il suo strombazzare ai quattro venti che ha staccato il telefono della sua scrivania, e che ha deciso di non leggere neanche le e-mail aziendali. Insomma, se hai bisogno di Amaro, visto che non puoi telefonargli e non puoi scrivergli, gli parli….E se lui decide di non parlarti perchè gli stai sulle palle (di solito accade a tutti coloro che, amici o non, hanno bisogno del suo intervento lavorativo), allora ti attacchi.

Così come mi sono attaccata io oggi. Così come si è attaccato Mohammed quando Amaro ha deciso di NON consegnargli il telefono aziendale solo perchè “mi sta sulle palle e io con quello non ci parlo”, salvo poi profondersi in biasimo e sparlamento generale quando Mohammed ha giustamento salito la gerarchia per ottenere il telefono.

Oggi mi sono attaccata, dicevo. Perchè oggi ho deciso di prendere l’occasione favorevole al volo e traslocare. E avrei anche avuto bisogno di Amaro e dei suoi servigi generali ma mi sono volutamente attaccata.

Però, con un’unica mossa ho dato fastidio ad almeno 4 persone:

Amaro - non potrà più spiare le mie attività, le mie telefonate e dimostrarmi platealmente quanto mi ignora…io non ci sono. Sono nel mio privato ufficio. Da sola. E tu, mio caro Amaro, non entri.

Callisto ed Er Figo - visto che la loro polemica nei miei confronti continua, e visto che continua la mia nei loro (navigano - chattano - passeggiano - scommettono - scherzano - cantano), li ho lasciati soli, mi sono tolta dal loro livello, mi sono sottratta ai loro scaricabarile. Da oggi posso legittimamente comunicare con loro solo via e-mail, evitando di dirgli di persona le cose ed essere mandata a quel paese ripetutamente…insomma, dopotutto sono sempre il loro capo! E, last but not least, al mio posto gli ho rifilato er Monnezza, che loro odiano profondamente.

Er Figo in solitario - gli ho tolto il suo rifugio peccatorum. L’ufficio nel quale imboscarsi quando la situazione si fa complicata.

Monnezza - cià! Mi stava fregando! Meno male che venerdì ho riempito la scrivania nuova con un pò di roba personale. Stamattina Monnezza aveva già piazzato la sua roba su di essa. Sono riuscita a resistere e gli ho fregato il posto solitario che aveva puntato: ufficio da solo - prestigio assicurato.

Monnezza è così: non è nessuno, non lo sopporta nessuno, ma per darsi un tono sta in ufficio da solo, se può scegliere tra il piano alto e il piano basso sceglie l’alto (ma lo rimettono sempre in basso), se gli si chiede qualcosa lui “E’ IMPEGNATO” e non si degna di rispondere neanche.

L’ufficio solitario mi è stato di aiuto, anche se all’inizio mi ha un pò intristito il fatto di non essere più parte di una squadra. Ma è venuto proprio nel momento della mia massima intolleranza verso gli altri e ho evitato ai miei compagni di ufficio di doversi sorbire un’altro giorno di acidità.

Ho avuto dimostrazione che da sola produco il doppio, mi concentro di più e non sono soggetta alle negatività esterne.

Oggi, però, all’inizio della giornata ho raggiunto un livello di repulsione verso tutta lo Zoo incredibile, solo durante il periodo del Grande Impostore ho raggiunto tali livelli, anche se allora almeno avevo l’appoggio di tutti.

Il livello di repulsione ha prodotto una brama incontrollabile: continuavo a fissare il mio cellulare pregando perchè qualcuno (K - A - chiunquealtroavessequalcosadaproporre) chiamasse.

Chiamate. CHiamate. CHIAmate! CHIAMATEMI!!! E proponetemi qualcosa, Cacchio!

Io scappo subito, vengo via subito.

CHIAMATEMI.

 

One Response to “Riso Amaro”

  1. Franzisca Says:

    Certo che hai proprio dei bei colleghi. Hai provato a cercare un lavoro normale? In questi casi è l’unica!

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