Uomini o caporali?

29 04 2008

Inizio settimana sprintoso, ieri. Nonostante ci fosse poco da stare allegri, con la montagna di cose che mi attendevano, il mio umore era moooolto buono…e pensare che si trattava anche di un Lunedì.

Ma si, la montagna c’è, ed è grande, ma un passo alla volta e si scala.

Sarà stato lo sport del giorno prima, sarà il nuovo ufficio, ma tutto mi sembrava più roseo ed accettabile.

Già…in effetti sto parlando al passato. Ieri? Si, ieri. Tutto ciò che ieri è stato oggi non è più.

Stamattina mi è bastato varcare la soglia per avere subito il solito giramento vorticoso.

Callisto in assistenza che più che assistere ha pensato bene:

1. di salvare l’errore

2. di comunicarmelo.

Quindi: o la povera allocca lo comunica al fesso di sviluppatore incapace oppure l’attività si ferma.

Ma anch’io, cosa pretendo da Callisto? Però se gli si chiede in cosa consiste il suo lavoro lui dice che è un tecnico: cntr + print stamp e incolla su un foglio word (già, solo su un foglio word, niente di alternativo). Ecco cosa significa per lui essere un “tecnico”.

Allora, varcata la soglia e investita dal problema che mi ha riversato addosso Callisto, ho pensato: “ma se lui è un tecnico e io no, e se lui deve fare assistenza, perchè non lo comunica lui allo Sviluppatore Incapace l’errore?”. Beh, se ho un difetto é che non capisco niente, certe volte. Ma che domande! E ingenua gli sibilo di provvedere da solo alla prossima, durante il caffè del mattino. Per tutta risposta mi dice: “Io con quel pirla non ci parlo!”. E si, quello è un Pirla, lui invece….

Ecco come si avvelena una giornata che sembrava tranquilla. Si instilla in una povera donna qualche goccia di veleno e si aspetta che qualcuno arrivi con la mazzata finale. Che arriva, ovviamente, con le prodezze di Er Figo, che da tecnico Capo e avendo avvertito l’aria di maretta ha iniziato ad urlare, ha staccato il telefono delle scrivania accanto (occasionalmente vuota), lo ha tirato facendo un fracasso che ho sentito anch’io dal mio ufficio e ha detto peste e corna di Bifidus, il nostro capo, dicendo che quando lo vede gli pianta un pugno sul muso.

SSSSSIIII! Vabbè!

Ormai Er Figo è diventato la caricatura di sè stesso. Sono due anni che gli sento dire frasi simili, in assenza di Bifidus. Quando lo vede torna il solito vecchio fluttuante agnellino di sempre. Povero Figo.

Così, con l’umore ormai irrimedibilmente rovinato dai colleghi, mi sono sollazzata con i clienti.

Sento squillare il cellulare aziendale. Sarà Bifidus, mi dico. Eh no! Macchè. Un numero di Roma sconosciuto. Ma chi è? Curiosa rispondo. Eccola! La furba “portavoce” del Cliente che pensa che io sia il suo help desk personale:

“Scusa ma non riesco a trovare questa cosa su questo sito” (ndr: sito pubblico conosciuto da tutti quelli che spediscono in Italia) -

Penso < E io che ne so! Che vuoi da me? > Però ,siccome rappresenta il Cliente, rispondo: “Forse è meglio che cambi sito, magari se vai in quello giusto la cosa che cerchi la trovi”.

Lei: “Ah, potevi dirlo prima”

Penso <Và a quel paese, ignorante> e dico: “Beh, se i tuoi colleghi si fossero pregiati di informarti non avresti forse fatto questa telefonata”.

Umore ormai ridotto ai minimi termini.

La tipa ha chiamato altre 3 (dico TRE) volte, sempre per questioni di importanza cosmica come la precedente. La prossima volta, penso, non ti rispondo più. Ma mi anticipa e me lo dice anche: “lo so che la prossima volta, se continuo a romperti le scatole, appena vedi il mio numero sarai tentata di non rispondermi”. Tentata? E’ praticamente una certezza, altro che tentazione!

Intanto Riso Amaro venerdì ha chiesto intercessione per fare pace con me. Non ho ceduto al primo tentativo. Poi si, per il quieto vivere. E cerco di parlare meno di questioni personali con lui.

La Questua nel mio ufficio per aiutare Reginetta a fare i conti continua, ma non mollo (oh, se Lei è la Reginetta dei conti che ci resti pure): sono bravi i suoi amici a farla sembrare una cosa che aiuta la mia, di carriera, mica quella di Reginetta :-) (eh si, come se non l’avessi mai vista appropriarsi delle mie idee per far colpo).

Domani lotta di nervi con Bifidus: “ciao, come stai? certo Bifidus, come vuoi, ci sentiamo, faccio come dici”. E quasi quasi poi lo faccio davvero come dice, e lo sbatto in faccia a Callisto, che fino a ieri mi ha detto “noooo, facciamo noi i test sul software, non facciamoli fare agli amici di Bifidus”. Ergo: i test li fai tu (io!) e io (lui!) continuo a fare quello che mi pare”. Bravo, Callisto. Ce la farai a fregarmi di nuovo.





Riso Amaro

21 04 2008

Il traumatico ritorno ha avuto strascichi notevoli e devo ammettere che io ho fatto la mia bella parte per deteriorare i rapporti con le persone che, mio malgrado, mi ruotano intorno.

La persona oggetto dei miei strali è l’amico storico della Reginetta, il mentore di Callisto e il pianista dell’azienda. E’ la persona curiosa che si intriga dei fatti di tutti, con una certa sufficienza….non sia mai che qualcuno sospetti della sua curiosità. E’ il Pettegolo che sparla di tutti con la Reginetta, che tenta di manipolare i finti amici, che non fa altro che provare a gonfiare le situazioni e spingere gli altri alla rottura.

Egli è l’Amaro Ubriaco.

Amaro.

La nostra “amicizia” è nata da uno scontro, violento, a seguito del quale ha iniziato il suo gioco idiota del “ti ignoro platealmente”. Poi ha capito che la mia fiducia poteva rimanergli utile per i suoi giochetti.

Adesso mi chiedo: sono stupida veramente oppure, sapendo da sempre che la sua amicizia nei miei confronti è sempre stata solo strumentale, ho solo fatto buon visto a cattivo gioco?

Boh! Lo so che tutte le sue stupide moine (che hanno effetto su BlueBelle e Banderuola, forse) sono solo un modo per irretire. Sono sempre stata al gioco, così come sto al gioco di Mohammed quando gli faccio credere che lui è il migliore, solo perchè ho una tale stima di me da pensare che è inutile umiliare e scoprire il gioco di chi si crede di star fregando il prossimo.

Oggi mi sono chiesta più volte se questo atteggiamento di superiorità, che in fondo consente a tutti di raccontarmi le loro cavolate, non sia in realtà interpretato come segno di debolezza e stupidità.

L’Amaro, ad esempio, potrebbe pensare che tutto ciò che mi racconta e tutte le sue considerazioni sullo stato delle cose, i suoi giudizi su Bifidus e il suo entourage, facciano breccia (ma non la faranno davvero?) nella mia testa. In realtà, quando mi parla, io so esattamente che vuole montarmi contro i suoi obiettivi, e cerco di stare attenta. Tutto ciò, però, può annacquare il mio giudizio sulle situazioni. Perciò, in fondo, l’Amaro potrebbe arrivare al suo scopo e io, che penso di essere superiore a certe influenze, potrei rimanere fregata dalla mia autostima.

Amaro adesso è nella fase “ti ignoro platealmente”. Oggi, che avrebbe dovuto essere il giorno della consacrazione dell’inizio del gioco, gli è andata un pò storta.

Intanto, da quando ho capito che stava per iniziare il gioco ho deciso che io con una persona così non dovrei avere niente da spartire, e a ben guardare non voglio neanche farlo. L’unico motivo che mi ha spinta a mantenere i rapporti è stata la paura dell’isolamento: credo che sia l’unica spiegazione plausibile. D’altra parte Amaro è molto vicino a tutti coloro che dividono lavoro e ufficio con me.

Ma, venerdì, improvvisamente, ho appunto realizzato che con lui non ho nulla in comune, non condivido le sue opinioni, non mi piace il suo modo di pensare. Odio la gente come Amaro: sono anni, ormai, che lo sento parlar male di tutti coloro che “non fanno niente” salvo poi continuare a passeggiare per i corridoi e provocare la gente che lavora, mostrando quanto egli sia privilegiato nel non fare nulla, assolutamente nulla.

E’ di questi giorni il suo strombazzare ai quattro venti che ha staccato il telefono della sua scrivania, e che ha deciso di non leggere neanche le e-mail aziendali. Insomma, se hai bisogno di Amaro, visto che non puoi telefonargli e non puoi scrivergli, gli parli….E se lui decide di non parlarti perchè gli stai sulle palle (di solito accade a tutti coloro che, amici o non, hanno bisogno del suo intervento lavorativo), allora ti attacchi.

Così come mi sono attaccata io oggi. Così come si è attaccato Mohammed quando Amaro ha deciso di NON consegnargli il telefono aziendale solo perchè “mi sta sulle palle e io con quello non ci parlo”, salvo poi profondersi in biasimo e sparlamento generale quando Mohammed ha giustamento salito la gerarchia per ottenere il telefono.

Oggi mi sono attaccata, dicevo. Perchè oggi ho deciso di prendere l’occasione favorevole al volo e traslocare. E avrei anche avuto bisogno di Amaro e dei suoi servigi generali ma mi sono volutamente attaccata.

Però, con un’unica mossa ho dato fastidio ad almeno 4 persone:

Amaro – non potrà più spiare le mie attività, le mie telefonate e dimostrarmi platealmente quanto mi ignora…io non ci sono. Sono nel mio privato ufficio. Da sola. E tu, mio caro Amaro, non entri.

Callisto ed Er Figo – visto che la loro polemica nei miei confronti continua, e visto che continua la mia nei loro (navigano – chattano – passeggiano – scommettono – scherzano – cantano), li ho lasciati soli, mi sono tolta dal loro livello, mi sono sottratta ai loro scaricabarile. Da oggi posso legittimamente comunicare con loro solo via e-mail, evitando di dirgli di persona le cose ed essere mandata a quel paese ripetutamente…insomma, dopotutto sono sempre il loro capo! E, last but not least, al mio posto gli ho rifilato er Monnezza, che loro odiano profondamente.

Er Figo in solitario – gli ho tolto il suo rifugio peccatorum. L’ufficio nel quale imboscarsi quando la situazione si fa complicata.

Monnezza – cià! Mi stava fregando! Meno male che venerdì ho riempito la scrivania nuova con un pò di roba personale. Stamattina Monnezza aveva già piazzato la sua roba su di essa. Sono riuscita a resistere e gli ho fregato il posto solitario che aveva puntato: ufficio da solo – prestigio assicurato.

Monnezza è così: non è nessuno, non lo sopporta nessuno, ma per darsi un tono sta in ufficio da solo, se può scegliere tra il piano alto e il piano basso sceglie l’alto (ma lo rimettono sempre in basso), se gli si chiede qualcosa lui “E’ IMPEGNATO” e non si degna di rispondere neanche.

L’ufficio solitario mi è stato di aiuto, anche se all’inizio mi ha un pò intristito il fatto di non essere più parte di una squadra. Ma è venuto proprio nel momento della mia massima intolleranza verso gli altri e ho evitato ai miei compagni di ufficio di doversi sorbire un’altro giorno di acidità.

Ho avuto dimostrazione che da sola produco il doppio, mi concentro di più e non sono soggetta alle negatività esterne.

Oggi, però, all’inizio della giornata ho raggiunto un livello di repulsione verso tutta lo Zoo incredibile, solo durante il periodo del Grande Impostore ho raggiunto tali livelli, anche se allora almeno avevo l’appoggio di tutti.

Il livello di repulsione ha prodotto una brama incontrollabile: continuavo a fissare il mio cellulare pregando perchè qualcuno (K – A – chiunquealtroavessequalcosadaproporre) chiamasse.

Chiamate. CHiamate. CHIAmate! CHIAMATEMI!!! E proponetemi qualcosa, Cacchio!

Io scappo subito, vengo via subito.

CHIAMATEMI.





Ritorno al Kaos

14 04 2008

Tornata.

Una settimana di assenza…dopo due ore come se non ci fosse mai stata.

Più di 45 e-mail da leggere, tutte lette ed ignorate. Il meccanismo di questo periodo è semplice: molto casino= disinteresse per tutto.

Siccome non riesco a fare più nulla della miriade di cose da fare, siccome il mio ufficio ormai è un posto dove tutti urlano e cantano, siccome non è possibile nè trovare il tempo per tutto nè riuscire a concentrarsi decentemente, non rincorro più i problemi….ormai sono i problemi che rincorrono me.

Mi sto adeguando allo stato generale. Inconsapevolmente.

Oggi ho trascorso le prime due ore di lavoro a meditare una risposta ad una sgradevole e-mail di BluBelle e della Banderuola: la stupidità è ciò che temo di più. Pazienza.

Canzone di oggi: Strange kind of woman – Deep Purple.





Take it easy

4 04 2008

Titolo vagamente evocativo, non degli Eagles (non direttamente) ma di Mr. Lebovsky.

Stavolta niente di cui sparlare, visto che la settimana lavorativa è finita, io ho continuato a girare e rigirare tra aree e progetti e ho la sensazione di non aver combinato niente.

Questa settimana è stata produttiva, almeno sul mio modo di prendere le cose, visto che forse (ma forse!) sto cominciando a capire che eccellere tra incompetenti e ignoranti è inutile e distruttivo.

Tra le amenità della settimana ho visto, in ordine sparso:

Barbapapà pronunciare presentazioni dell’azienda, sconfessate dalle sue successive prese di posizione giunte pochi minuti dopo (“sviluppiamo soluzioni ad hoc per ciascun cliente”…..”ma come??? non abbiamo già un applicativo che fà questo lavoro?”)

Callisto che ha girato a vuoto tutta le settimana, solo oggi sono riuscita ad inchiodarlo per appena 5 minuti.

Legnetto Lensi più rigido che mai utilizzare il controllo vb che fino a ieri “non esiste”.

Er Figo che ha chattato fino ad oggi, giorno in cui ha interrotto i lavori per…dedicarsi alle scommesse.

Cip e Ciop perdersi l’appuntamento più importante della settimana (Il Mega Raduno) per poi chiedere informazioni a posteriori, lamentarsi di quanto si è detto e fatto e ripescare le loro teorie Apocalittiche, che tanto ormai non ci crede più nessuno (anche se mantengono sempre un certo fascino)….e ci chiediamo cosa girino ancora a fare, se ormai “è sicuro che non si arriva al 2010″.

La Reginetta che ha fatto la portavoce del BelMarcello: ha parlato di un certo “sturt-up”…ma nessuno ha capito cos’è. Dopotutto Reginetta, visto che ha preso il diploma alle magistrali, può ambire a posizioni manageriali, e se poi non capisce cosa sia un insieme finito (“finito? è già finito?”) o come si copi una cella di excel o cosa significa relativizzare i costi…beh, è comunque perfettamente allineata con il livello di cultura generale.

La cosa migliore delle settimana è che oggi ho fatto un colloquio per un lavoro vero, anche se mi sto giusto chiedendo a cosa serve cambiare lavoro, quando si ha la rara possibilità di stare in uno zoo nutrito di bizzarri personaggi ed essere anche retribuiti in modo soddisfacente.

Oggi ho parlato della teoria di Peter sull’incompetenza e ho capito che la devo smettere di pensare di essere inadeguata: non perchè non sia vero, ma perchè ognuno di noi è inopportunamente collocato nella gerarchia aziendale e ciascuno occupa una posizione che, nella teoria, sarebbe la più lontana dalle sue capacità/esperienze.

Take it easy, appunto.

E domani è già sabato e si va…