Inizio settimana sprintoso, ieri. Nonostante ci fosse poco da stare allegri, con la montagna di cose che mi attendevano, il mio umore era moooolto buono…e pensare che si trattava anche di un Lunedì.
Ma si, la montagna c’è, ed è grande, ma un passo alla volta e si scala.
Sarà stato lo sport del giorno prima, sarà il nuovo ufficio, ma tutto mi sembrava più roseo ed accettabile.
Già…in effetti sto parlando al passato. Ieri? Si, ieri. Tutto ciò che ieri è stato oggi non è più.
Stamattina mi è bastato varcare la soglia per avere subito il solito giramento vorticoso.
Callisto in assistenza che più che assistere ha pensato bene:
1. di salvare l’errore
2. di comunicarmelo.
Quindi: o la povera allocca lo comunica al fesso di sviluppatore incapace oppure l’attività si ferma.
Ma anch’io, cosa pretendo da Callisto? Però se gli si chiede in cosa consiste il suo lavoro lui dice che è un tecnico: cntr + print stamp e incolla su un foglio word (già, solo su un foglio word, niente di alternativo). Ecco cosa significa per lui essere un “tecnico”.
Allora, varcata la soglia e investita dal problema che mi ha riversato addosso Callisto, ho pensato: “ma se lui è un tecnico e io no, e se lui deve fare assistenza, perchè non lo comunica lui allo Sviluppatore Incapace l’errore?”. Beh, se ho un difetto é che non capisco niente, certe volte. Ma che domande! E ingenua gli sibilo di provvedere da solo alla prossima, durante il caffè del mattino. Per tutta risposta mi dice: “Io con quel pirla non ci parlo!”. E si, quello è un Pirla, lui invece….
Ecco come si avvelena una giornata che sembrava tranquilla. Si instilla in una povera donna qualche goccia di veleno e si aspetta che qualcuno arrivi con la mazzata finale. Che arriva, ovviamente, con le prodezze di Er Figo, che da tecnico Capo e avendo avvertito l’aria di maretta ha iniziato ad urlare, ha staccato il telefono delle scrivania accanto (occasionalmente vuota), lo ha tirato facendo un fracasso che ho sentito anch’io dal mio ufficio e ha detto peste e corna di Bifidus, il nostro capo, dicendo che quando lo vede gli pianta un pugno sul muso.
SSSSSIIII! Vabbè!
Ormai Er Figo è diventato la caricatura di sè stesso. Sono due anni che gli sento dire frasi simili, in assenza di Bifidus. Quando lo vede torna il solito vecchio fluttuante agnellino di sempre. Povero Figo.
Così, con l’umore ormai irrimedibilmente rovinato dai colleghi, mi sono sollazzata con i clienti.
Sento squillare il cellulare aziendale. Sarà Bifidus, mi dico. Eh no! Macchè. Un numero di Roma sconosciuto. Ma chi è? Curiosa rispondo. Eccola! La furba “portavoce” del Cliente che pensa che io sia il suo help desk personale:
“Scusa ma non riesco a trovare questa cosa su questo sito” (ndr: sito pubblico conosciuto da tutti quelli che spediscono in Italia) -
Penso < E io che ne so! Che vuoi da me? > Però ,siccome rappresenta il Cliente, rispondo: “Forse è meglio che cambi sito, magari se vai in quello giusto la cosa che cerchi la trovi”.
Lei: “Ah, potevi dirlo prima”
Penso <Và a quel paese, ignorante> e dico: “Beh, se i tuoi colleghi si fossero pregiati di informarti non avresti forse fatto questa telefonata”.
Umore ormai ridotto ai minimi termini.
La tipa ha chiamato altre 3 (dico TRE) volte, sempre per questioni di importanza cosmica come la precedente. La prossima volta, penso, non ti rispondo più. Ma mi anticipa e me lo dice anche: “lo so che la prossima volta, se continuo a romperti le scatole, appena vedi il mio numero sarai tentata di non rispondermi”. Tentata? E’ praticamente una certezza, altro che tentazione!
Intanto Riso Amaro venerdì ha chiesto intercessione per fare pace con me. Non ho ceduto al primo tentativo. Poi si, per il quieto vivere. E cerco di parlare meno di questioni personali con lui.
La Questua nel mio ufficio per aiutare Reginetta a fare i conti continua, ma non mollo (oh, se Lei è la Reginetta dei conti che ci resti pure): sono bravi i suoi amici a farla sembrare una cosa che aiuta la mia, di carriera, mica quella di Reginetta
(eh si, come se non l’avessi mai vista appropriarsi delle mie idee per far colpo).
Domani lotta di nervi con Bifidus: “ciao, come stai? certo Bifidus, come vuoi, ci sentiamo, faccio come dici”. E quasi quasi poi lo faccio davvero come dice, e lo sbatto in faccia a Callisto, che fino a ieri mi ha detto “noooo, facciamo noi i test sul software, non facciamoli fare agli amici di Bifidus”. Ergo: i test li fai tu (io!) e io (lui!) continuo a fare quello che mi pare”. Bravo, Callisto. Ce la farai a fregarmi di nuovo.
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