La riscossa del Barbarossa

18 03 2008

Il Barbarossa è un tracotante consulente di un’azienda consorella, piccola ma bella (?), che dovrebbe aiutare a sviluppare del software per la nostra Azienda, dal passato glorioso e dal futuro …incestuoso (??).

Il Barbarossa è un tipo sveglio, grintoso ma parecchio borioso.

Insomma, qualcuno dei piani alti, che di certe cose (proprio quelle cose che la mia Azienda vende) non capisce nulla, gli ha fatto qualche apprezzamento sul suo lavoro. Ecco che, dunque, da allora il Nostro si crede DIO e si dimena e si muove con pachidermica leggerezza in un mondo che ormai lo odia.

Chiariamo subito che per il Barbarossa la sottoscritta ha molta simpatia e apprezza le sue qualità migliori: l’essere sempre pronto e reattivo, la collaborazione e l’aiuto, la disponibilità. Non apprezza, invece, i lati oscuri del suo carattere, che vengono fuori quando è rapito dalla smania della prima donna.

Ormai, in ufficio, quando arriva si aprono le acque. Tutti i colleghi fanno largo, scompaiono, lo evitano e cambiano i loro percorsi, una volta tanto non browniani.

Io, invece, lo accolgo con la gentilezza e l’affabilità che ogni ospite merita, lo supporto, gli fornisco gratuiti consigli di strategia per consentirgli di tirare la testa fuori dalla melma nella quale spesso si butta da sè. Purtuttavia, quando il Barbarossa si agita dinanzi ai miei clienti vendendo per un piatto di lenticchie il mio lavoro, anch’io sono presa dall’Amore universale verso la sua Persona e inizio ad infliggergli i colpi bassi in cui sono maestra da lungo tempo. La mia vera specialità.

Oggi, mentre furoreggiava la sua Stella e mostrava a sé e al mondo quanto fosse bravo, bello e spiritoso, ha inanellato un “non hai capito”, “si, è come ho detto io” (tre millisecondi prima aveva detto il contrario!), “facciamo tutti ciò che chiedete” ( ma non dovresti solo sviluppare software e lasciare agli altri, che ti pagano, la libertà di decidere cosa fare?) e via di questo passo, ammutolendo tutti gli astanti del suo personale spettacolo.

E io non mi sono trattenuta dal fargli due molto acide battute.

Il mio Capo (Il mitico Lepido Infidus), infine, per stemperare prende le parti del Barbarossa (eh si, lo spirito di gruppo è sempre stato la nostra forza!) e tutto finisce a tarallucci e vino.

Conclusioni: devo tacere (ma và!) e fare come Lepido, sfruttare le situazioni apparentemente negative a mio vantaggio e capire, una volta per tutte, che il Barbarossa soffre di qualche forma di inferiorità o di ansia da prestazione che lo induce a fare il vuoto intorno a lui.

La prossima volta gli offro il caffé, di nuovo, come sempre…tanto io dimentico, ma il puzzo lo sento lo stesso.





Promesse da marinaio

18 03 2008

Il mio ufficio è un posto davvero simpatico, stimolante per le menti fertili e pieno di gente disponibile.

I colleghi che lo popolano apparentemente appertengono alla più varia umanità, sembrano simpatici e aperti e cercano di mettere i nuovi arrivati (nuovi arrivati….i visitatori, mica nuovi assunti!) a proprio agio.

Apparentemente.

In realtà si tratta di una nutrita marmaglia di varia umanità, impossibile da classificare. Fauna irrealistica di un mondo irreale dove si smaterializza e si vende fumo, a tutti i livelli e in tutti i piani.

Ad esempio, tra tutti, oggi parlerò di un simpatico ragazzetto quarantenne con cui condivido l’ufficio (insieme ad altri due) di cui ovviamente non dirò il nome. Diciamo che si chiama….Callisto.

Callisto ha sempre vissuto lì, da che ha memoria. Assunto a 20 anni, vi è rimasto per altrettanti all’ombra dei maximi livelli, che tuttora venera come dèi.

Callisto è un bravo ragazzo, senza grilli per la testa, senza ambizioni, senza distrazioni femminili. Callisto, però, ha seri problemi con il tempo. Direi che è un dislessico temporale. Non rispetterebbe una scadenza, su cui spesso egli stesso si impegna, neanche se crollasse il mondo. E poi, Callisto, è un tipo che fa le cose con calma. Arriva in ufficio oltre l’orario di tolleranza, va a pranzo prima degli altri e torna per ultimo. In compenso spesso tira tardi. E quando esce non è infrequente vederlo tornare indietro perchè ha dimenticato le chiavi, il badge, il portafogli, i documenti, il libretto degli assegni….

Oggi ho trovato Callisto già in ufficio. “Eh sì, cara mia, oggi ho fatto presto, non vedi come sono bravo?” . “Certo, Callisto – rispondo – sei proprio bravo, vedo che stai già rendendo la tua giornata produttiva. Hai già letto metà del giornale!”

Il giorno passa lento, quindi, per Callisto, tra una telefonata urlata, il solito foglio excel spacca-mente che puntella da due mesi, i siti delle donnine, i commenti sulle ragazze e un paio di ore di sano pettegolezzo con i suoi antichi e fidati amici.

Certe volte mi chiedo quale potrebbe essere il suo apporto reale in un giorno di lavoro se decidesse di lavorare con concentrazione per almeno 5 ore…e quale potrebbe essere l’apporto di noi “coinquilini di stanza”, che dobbiamo soccombere quotidianamente al suo fare ciarliero e scomposto, con grave compromissione della nostra, di concentrazione.

In fondo, rispetto al livello generale, Callisto è anche simpatico….