Post in tema animalesco, che non fa mai male e non si discosta dal parco zoologico che ci circonda.
Ogni giorno, poco dopo le 14, dentro la scatoletta infuocata che mi riporta a casa dopo il lavoro – orario ridotto per congedo parentale – ascolto Un giorno da Pecora, ridanciana mica tanto trasmissione su Rai Radio Due condotta da Sabelli Fioretti e Lauro.
Tutti i giorni, ferma al solito primo semaforo nella fornace di metallo, mi sembra di aver già sentito ciò che lì si dice. Poi mi connetto, torno alla realtà e realizzo presto che la sensazione del “già sentito” è dovuta al ripetersi, giorno dopo giorno, delle domande che i conduttori porgono agli ospiti quotidiani – di norma uno in studio e un paio al telefono, di norma un politico e due personaggi dello spettacolo.
Le domande sono sempre le stesse, dunque, e legate all’attualità.
Ma a ben sentire, anche le risposte sono sempre uguali.
E da qui nasce la riflessione.
Ma è possibile che ormai qualsiasi domanda che abbia appena un sentore di politica, sia rifuggita da chi lavora nello spettacolo come la peste?
Tutti gli ospiti della suddetta trasmissione, quelli del mondo dello spettacolo – e anche di successo – hanno un solo modo di rispondere…”ehhhhh….ma io di politica non ne capisco nulla”. E dire che le domande non è che siano proprio così difficili. Domande come “scusi, ma secondo lei Fini e Berlusconi si separeranno?”, oppure “ma lei cosa pensa della legge sulle intercettazioni?”, oppure ancora “è più d’accordo con Celentano che vuole fare lo sciopero televisivo se si taglia Santoro, oppure con la Santanchè che vuole fare lo sciopero del canone se non si taglia Santoro?”, oppure “lei cosa pensa di quelli che si fanno pagare la casa a loro insaputa?”. Insomma sono domande generiche, di larga diffusione, su cui in genere anche i cani riescono ad avere una opinione. Non necessariamente chiara, ma un’opinione ecchecavolo!
E tutti lì a dire “ehhhh, io di politica non ne capisco nulla”.
Va bene, mettiamo pure che la soubrettina spagnola (o quel che è – mi si scusi se non la conosco) non ha una chiara opinione politica. Dopotutto non è italiana, è giovane e magari non segue.
Va bene. Mettiamo anche che la ex fidanzata di Renzo “Trota” Bossi non sappia prendere posizione e sia confusa circa il federalismo: anche lei è giovane e non è detto che l’essere stata fidanzata del figlio di un uomo politico ti porti direttamente all’interesse e alla conoscenza politica.
Va bene. Mettiamo pure che Ornella Muti scelga di non volere manifestare alcuna opinione continuando a trincerarsi dietro alla frase (stizzita) “ma vi ho già detto che di queste cose – oddio! di queste cose – non voglio parlare! Io di politica non capisco”.
Ma dico. E’ plausibile che Simona Ventura si trinceri anche lei, giornalista, anchorwoman di successo, con idee pare chiare e salde su molti argomenti, dietro la frase “ehhhh, ma io di politica….”?
Sono stata giorni e giorni a pensare, di tutti questi simpatici personaggi, che si tratti di persone appiattite e prone perchè intimorite dalla possibilità di subire ritorsioni dalla parte politica al potere che non gradisce le loro opinioni. Si, l’ho pensato tutti i giorni, ogni volta che Sabelli Fioretti e Lauro, come due poveri erranti nel deserto delle opinioni, tentavano di dare un senso alle loro domande. Poveri.
Oggi, invece, la svolta.
Chi lavora nel mondo dello spettacolo è segnato dal senso di precarietà tipico del loro lavoro. Oggi ci sei, domani nessuno ti ricorda più. Certo un senso di precarietà dorato, ma precario lo stesso.
E questo giustifica la non-opinione su fatti politici della maggior parte dei convenuti ad Un giorno da Pecora.
Purtuttavia, ormai si è passato il segno. Ormai c’è talmente tanto uno stato di terrore e di paura della mannaia, già abbattutasi su qualche caso esemplare, che nessuno, neanche le personalità più forti per seguito e professionalità, ha più voglia di pendere da una parte piuttosto che dall’altra. E perciò “ehhhh….”.
E quindi, Scamarcio ha sbagliato a pronunciarsi recisamente contro la politica del ministro Bondi e del governo tutto per quel che riguarda i finanziamenti al cinema, seppure si è guadagnato la mia stima per l’atto estremo di manifestare un’opinione poco gradita al governo. E forse ne subirà qualche conseguenza.
Ma una cosa oggi si è chiarita definitivamente.
Sabelli Fioretti e Lauro ripetono ogni giorno le stesse domande perchè non hanno ancora ricevuto risposta.
Pecore e Pecoroni
9 06 2010Commenti : 1 Commento »
Etichette: censura, radio due, spettacolo, Un giorno da pecora
Categorie : Politica
Avvitamenti
26 05 2010Ritorno in ufficio fresco di 3 giorni dopo 7 mesi sette di assenza. Assenzina, anzi, visto che mediamente ho sentito i miei colleghi, una volta al giorno.
Il ritorno, nel privato, è stato da una parte un piacevole diversivo, dall’altro un dispiacere nel lasciare la piccinina con la nonna mentre, appena sveglia, muove gambe e braccia per venire in braccio. Vabbè.
Sul fronte pubblico, in ufficio, inizio soft ma paranoie immantinentemente sopraggiunte al terzo dì. Oggi.
Premi pagati solo a qualche collega. A me? Giammai! dopo 7 mesi di maternità, nononono. Epperò. Io nel 2010 sono stata via cinque mesi, a martellarmi le palle tutti i dì per indirizzare i colleghi, per suggerire azioni operative, per consolare gli afflitti. Ergo: poco, ma sono stata virtualmente con la testa in ufficio, anche se per un pochino tutti i giorni. Vammela a trovare una che non mandi a quel paesello azienda e colleghi durante la maternità.
E poi. Io nel 2009 mi sono fatta un bel mazzo, sia di mio per le mie cose, sia di loro per trasferire le mie cose a certe zucche.
Sono stata in maternità, perciò niente premi.
Oggi, in paranoia, mi è venuto anche un dubbio: non sarà che con l’orario ridotto e la mia nuova condizione di “matre” mi vogliono segare? Cioè. Adesso no, non possono farlo esplicitamente. Ma fattivamente sono capaci.
Poi mi sono detta:
1. devo puntare a portare a casa il mio stipendio
2. chissenefrega come
3. meno responsabilità meno sbattimenti
4. puntare al minimo sforzo e massimo risultato
Tutti bei pensieri. Però speravo in un qualsiasi aumento contrattuale per infilare fra qualche mese una richiesta di part-time con più leggiadria. Pazienza. Non mi comprerò più il fondotinta Shiseido.
Ma poi, ritornando in me, l’obiettivo è lavorare meno, stare con la piccinina di più.
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Etichette: maternità, ufficio
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